Manager del digitale e autore, racconta l'intelligenza artificiale come motore di competitività per l'Italia e per l'Europa.
Una visione che parte dalle persone, dalle imprese e dalle Istituzioni, e arriva alla sovranità digitale.
Giuseppe Di Franco è alla guida di Lutech, una delle più grandi realtà italiane del digitale e dell'intelligenza artificiale, con seimila persone tra Italia, Spagna e Albania. Ne guida la crescita unendo visione industriale e attenzione concreta ai risultati.
Laureato in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano nel 1992, dedica i primi anni di carriera a progetti di fusioni e acquisizioni, digitale e outsourcing in Europa. Nel 2005 entra nel Gruppo Siemens come Senior Vice President e cresce in ruoli internazionali, arrivando a gestire oltre due miliardi di euro di ricavi in settanta Paesi.
Nel 2013 assume la direzione di Atos Italia come Amministratore Delegato, quadruplicandone il fatturato, per poi prendere in carico responsabilità di livello globale. Nel 2023 progetta l'acquisizione di Atos Italia da parte di Apax: un'operazione trasformativa che porta Lutech a diventare il nuovo, grande polo del digitale italiano, di cui assume la guida come Amministratore Delegato.
Giuseppe Di Franco collabora con il Politecnico di Milano in qualità di Adjunct Professor presso la Graduate School of Management dell’Ateneo, Board Member della GSoM e Alumnus Top Influencer. È membro di diverse Associazioni, come Ambrosetti CEO Club, Canova, Elis e Diplomatia, di cui è membro del Consiglio Direttivo. A marzo 2026 firma per Mondadori Piemme «L'intelligenza artificiale per il futuro dell'Italia»: un saggio che indaga l'AI come leva di competitività per il Paese e per l'Europa, con uno sguardo deciso alla sovranità digitale.
Giuseppe Di Franco guida come Amministratore Delegato il Gruppo Lutech, tra i principali player italiani del digitale e dell'intelligenza artificiale.
Lutech progetta, realizza e gestisce soluzioni per la trasformazione digitale di imprese e Pubblica Amministrazione. Le sue competenze coprono l'intera catena del valore del digitale: intelligenza artificiale e dati, cloud, cybersecurity e calcolo ad alte prestazioni, con una conoscenza profonda dei processi delle diverse industrie.
Dal 2023, l'operazione che ha portato all'acquisizione di Atos Italia da parte di Apax ha dato vita a un nuovo, grande polo tecnologico italiano. In pochi anni il gruppo si è affermato stabilmente tra i protagonisti del digitale e dell'AI nel Paese, con una presenza che unisce radici italiane e respiro internazionale.
Competenze, casi d'uso e valore nell'Europa che innova.
Innovazione, competenze e trasformazione digitale sono le leve su cui si gioca oggi la competitività del Paese. Da questa convinzione parte il saggio di Giuseppe Di Franco: l'Italia ha le risorse per aprire una nuova stagione di crescita, e l'intelligenza artificiale può esserne l'acceleratore, a patto di adottarla con visione strategica, responsabilità e concretezza.
Non è un trattato accademico, ma un libro orientato all'adozione concreta e scalabile dell'AI. Attraverso casi reali di imprese e amministrazioni che hanno già intrapreso la trasformazione, mostra che l'AI non è una promessa astratta né un privilegio per poche multinazionali: è una necessità strategica per il Made in Italy e per il rilancio del Sistema Paese.
Giuseppe Di Franco contribuisce a ricerche e whitepaper che mettono a fattor comune dati, casi concreti e proposte per la competitività del Paese.
Per Giuseppe Di Franco la sovranità digitale è prima di tutto un'opportunità industriale: la possibilità, per l'Italia e per l'Europa, di scegliere dove essere protagoniste e di costruire valore, autonomia e competitività a partire da dati, infrastrutture e competenze.
Abbiamo ricevuto la sua richiesta e le risponderemo il prima possibile.
Un cordiale saluto,
Staff di Giuseppe Di Franco
L'Italia e l'Europa hanno tutte le carte per essere protagoniste: un'eredità industriale solida, dati preziosi e un capitale umano diffuso da mettere in gioco.
Una scelta di campo, da fare insieme. Serve una politica industriale dell'intelligenza artificiale: investire in ricerca, capacità di calcolo e talenti, e costruire un'alleanza europea per la sovranità digitale.
L'Italia e l'Europa hanno tutte le carte per essere protagoniste: un'eredità industriale solida, dati preziosi e un capitale umano diffuso da mettere in gioco.
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Creatività, resilienza e talento diffuso.
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